giovedì 7 febbraio 2008

Cosa sono e come funzionano le primarie presidenziali USA


Dopo che lo strumento delle primarie è stato importato anche in Italia, ho deciso di seguire da vicino lo svolgimento delle primarie negli USA, ed ho scoperto che sono molto più complicate che da noi.
Prima di lanciarmi ad analizzare come funziona la democrazia di questo paese è bene però fare una piccola introduzione, altrimenti certi meccanismi risulteranno incomprensibili. Gli USA sono una repubblica federale, divisa al suo interno in 50 stati (ognuno dei quali diviso in contee). In totale ci sono solo 300 milioni di abitanti per una superficie di 9 milioni e mezzo di chilometri quadrati: per essere più chiari gli USA sono 32 volte più grandi dell'Italia ma hanno una popolazione che è solo 5 volte quella dell'Italia. Il dato interessante, che ci sarà utile in seguito, consiste nella distribuzione della popolazione: molti degli stati americani sono scarsamente popolati (basti pensare che la città di New York con i suoi 8 milioni di abitanti è più popolosa di 41 dei 50 stati americani), ma ci sono alcune eccezioni come la California che da sola conta quasi 36 milioni di abitanti, o lo stato di New York che ne conta quasi 20 milioni.

DEMOCRATICI E REPUBBLICANI
Negli USA ci sono 2 partiti principali (esistono partiti minori ma hanno pochissimo peso a causa del sistema maggioritario): i Democratici (hanno come simbolo un asinello a stelle e strisce) e i Repubblicani (il cui partito è anche detto GOP, hanno come simbolo un elefantino a stelle e strisce).
A novembre è prevista l'elezione del nuovo Presidente degli USA al posto dell'uscente George W. Bush. Prima di cominciare questa votazione però, ognuno dei due partiti deve scegliere il suo candidato per la presidenza, ed è appunto a questo che servono le elezioni primarie; questo significa che alla fine delle primarie non uscirà fuori il presidente, ma usciranno fuori due nomi soltanto, uno sarà il candidato dei democratici e uno quello dei repubblicani, e solo dopo inizierà la vera corsa alla Casa Bianca. Fin qui niente di strano.
Il problema è che la modalità di votazione dei candidati cambia trai due partiti e addirittura all'interno dello stesso partito cambia tra uno stato e l'altro, quindi spiegare come funziona è oggettivamente un po' complicato.
In Italia per le primarie dell'Unione o del PD si vota una lista di candidati, e quello che alla fine riceve più voti risulta vincitore: semplice, diretto e molto veloce. Negli USA invece i cittadini possono eleggere solo dei delegati di contea che poi a loro volta eleggono delegati nazionali e sono questi ultimi che insieme ai super delegati (su cui torneremo in seguito) decidono a votazione il candidato alla casa bianca durante una convention nazionale: si tratta quindi di un metodo indiretto, lento e molto complicato.

TIPI DI VOTAZIONE
A differenza di ciò che si crede, le primarie presidenziali non sono sempre aperte a tutti gli elettori, possiamo infatti distinguere 3 casi principali.
Nelle elezioni chiuse, come si intuisce, soltanto gli iscritti al partito possono votare.
Nelle elezioni aperte, tutti gli elettori possono votare per le primarie di qualsiasi partito; il rischio di “furbi” che tentino di falsare le elezioni della parte avversa c'è, ma è considerato non significativo.
Esistono poi diverse vie di mezzo, quella più diffusa prevede che alcuni giorni prima dell'election day ci si debba iscrivere liberamente ad una lista che dà il diritto al voto alle primarie di un determinato partito.
Non è questa però la sola differenza tra le varie tipologie di voto, visto che ne esiste anche un'altra ben più folcloristica: le votazioni si dividono infatti tra le famose “primaries” (che danno anche il nome alle “primarie” e consistono nella votazione come la conosciamo noi, con l'indicazione del candidato su una scheda) e i “caucus” (che meritano un approfondimento a parte).

CAUCUS
Ma vediamo in dettaglio cosa sono questi caucus, che prendono origine da usanze tribali indigene americane come la parola può far intuire.
I caucus repubblicani non hanno niente di particolare, ci si riunisce in pubblico, si scrive il nome del candidato che si vuole votare su un foglietto e si inserisce in un urna.
I caucus democratici invece sono per certi versi spettacolari: per prima cosa c'è l'esigenza di riunirsi in una sala abbastanza ampia a seconda del numero di partecipanti al caucus. Poi, dopo aver eletto un presidente di sessione, i rappresentanti locali dei candidati fanno dei brevi discorsi in cui incoraggiano i partecipanti a schierarsi con loro. Finiti i discorsi gli stessi rappresentanti si dispongono agli angoli della sala, equamente distanziati tra loro, e inizia la votazione: per circa 15 minuti i presenti si vanno a posizionare intorno al candidato che intendono supportare, mentre gli indecisi rimangono nel centro della sala. Dopo questa prima “votazione” si contano i membri dei vari gruppi, i candidati che non hanno superato la soglia di sbarramento sono costretti a unirsi tra loro o ad unirsi a un gruppo che ha superato la soglia. Comincia a questo punto la seconda “votazione”, in cui per circa 45 minuti i vari rappresentanti cercano di convincere questi gruppi minoritari o gruppi più numerosi ad unirsi al loro e si assiste quindi ad un continuo via vai di persone. Alla fine si contano di nuovo i membri di ogni gruppo e i delegati in palio vengono ripartiti in maniera proporzionale.
Questo simpatico video può darvi un'idea di come funzioni il tutto (è in inglese, ma si capisce lo stesso se avete letto queste poche righe).




DELEGATI
Vediamo di capire meglio il ruolo e le varie tipologie di delegati. Come abbiamo detto ci sono 3 tipi di delegati: delegati di contea, pledged delegates (delegati nazionali) e unpledged delegates (che nel caso dei democratici vengono anche chiamati super delegati, termine di cui abuserò per semplicità per chiamare tutti gli unpledged delegates).
I delegati di contea sono gli unici eletti direttamente, attraverso primaries e caucus. Il loro compito è principalmente quello di scegliere i delegati nazionali, in alcuni casi possono anche scegliere alcuni super delegati.
I delegati nazionali come detto vengono scelti dai delegati di contea secondo modalità molto diverse. Ad ogni stato viene assegnato un certo numero di delegati nazionali eleggibili (in base alla popolazione residente) che vengono poi ripartiti in maniera diversa a seconda dello stato in esame: in genere per i democratici vige il criterio di proporzionalità con sbarramento al 15%, ma ogni partito in ogni stato si regola autonomamente (ad esempio in Nevada Obama ha preso meno voti ma più delegati nazionali della Clinton perché i delegati erano assegnati in base alle circoscrizioni e non in base al totale statale). Può anche capitare, come è capitato in queste primarie, che il partito possa punire uno stato per aver voluto anticipare il giorno delle elezioni (come è successo in Michigan per i democratici): in questo caso il numero di delegati nazionali viene fortemente ridimensionato o del tutto azzerato .
Infine ci sono i super delegati: per i democratici si tratta principalmente di dirigenti, membri del congresso e governatori, quindi si tratta di delegati non eletti direttamente; per i repubblicani cambia poco, in quanto gli unpledged delegates vengono eletti dalla base del partito alle convention statali.
Non mi è del tutto chiaro il discorso sul mandato, da alcune fonti ho letto che i delegati nazionali non hanno obbligo di schieramento così come i delegati di contea, in altre fonti ho letto il contrario: quindi non so come stiano le cose teoricamente ma sta di fatto che i delegati (nazionali e di contea) eletti con i voti di un candidato rimangono fedeli al candidato fino alla fine (e pare che non ci siano mai state eccezioni), e votano secondo le sue indicazioni (nel caso in cui un candidato decida di sommare i suoi voti per sostenere un altro candidato, come ha fatto Edwards).
E' sicuro invece che i super delegati sono liberi di votare qualunque candidato e questo è un fatto molto interessante, visto che da soli rappresentano circa il 20% dei voti (sia per i democratici che per i repubblicani) e possono teoricamente far cambiare le sorti del voto.
Sta di fatto che alla fine dell'estate si riuniscono in convention circa 4000 delegati democratici e circa 2000 delegati repubblicani e ognuno elegge il suo candidato alla presidenza degli stati uniti. E' pratica comune a queste convention finali che un candidato alle primarie possa sommare i suoi voti a quelli di un altro candidato in cambio della promesse della vicepresidenza in caso di vittoria finale: in questo caso non si parla più di candidato presidente, ma del cosiddetto “ticket”, con l'indicazione del candidato presidente e del suo vice.

CONCLUSIONI
Nonostante siano stati loro a inventare le primarie, e nonostante la forte attrattiva dei tribali “caucus”, non riesco a vedere nelle primarie presidenziali USA uno strumento equo e paritario di democrazia diretta. Alcuni stati anche piccoli possono influenzare il destino delle elezioni solo perché sono i primi e tutte le attenzioni sono concentrate su di loro; in alcuni invece votano solo gli iscritti ai partiti, in altri anche conquistando la maggioranza dei voti si rischia di prendere un numero minore di delegati e infine c'è sempre l'incognita dei super delegati che non sono eletti da nessuno ma possono comunque cambiare totalmente l'esito del voto (e in uno scontro serrato come quello che si sta verificando nei democratici la cosa ha un peso non indifferente).
Insomma, nonostante tutti i difetti della politica italiana, continuo a preferire le primarie come si fanno da noi.

FONTI

3 commenti:

  1. cioe', preferisci votare in un sistema dopo i candidati ti vengono paracadutati sempre dalla solita classe dirigente? mah...

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  2. Non mi riferisco al modo in cui vengono proposti i candidati, ma al modo in cui, una volta stilata una lista di candidati, si effettuano le primarie. E considera anche che questo post ha ormai una certa età e le schifezze che hanno in mente oggi per rendere inutile il voto della base alle prossime primarie del PD, non era preventivabile.

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