martedì 8 febbraio 2011

Non è violenza questa? (re-post)

Questo articolo lo scrissi pochi giorni dopo la notizia di un imprenditore del ramo della moda ucciso da un rinoceronte durante un safari. A spingermi fu una cosa per me tutt’ora incomprensibile: tutto il popolino si era rammaricato per la morte di quel riccone privilegiato durante “l’hobby” della caccia, e ignorava tranquillamente operai e manovali che morivano solo per portare il pane a casa, arrivando addirittura a condannare coloro che, per difendere il diritto al salario, prendevano in ostaggio manager senza scrupoli colpevoli di aver praticato licenziamenti solo per aumentare i loro introiti personali.

DATA PRIMA PUBBLICAZIONE: 10/03/2007 ore 23:16

I ricchi sono sempre più ricchi, i poveri sono sempre più poveri. Ingordi e avidi, non si accontentano mai, alla continua ricerca del profitto, in barba all'ambiente, al territorio,... alla gente.
A me la violenza non piace, se c'è un modo qualsiasi per evitarla lo faccio volentieri, non mi butto a testa bassa... ma che succede se questo modo alternativo non c'è? E poi: siamo sicuri che la violenza sia solo quella fisica?
L'imprenditore, per risparmiare sui contributi e sulle attrezzature, fa lavorare i dipendenti edili senza tutte le dovute protezioni: per questo motivo il dipendente muore, o perde una mano, o diventa zoppo.
Non è violenza questa?
Il figlio dell'operaio va a scuola, prende ottimi voti; si diploma e va all'università, ma la retta è alta, la borsa di studio scarsa e per pagarsi gli studi deve lavorare, e il tempo passa, si laurea a 27 anni. E' troppo vecchio, nessuno lo assume per quello che ha studiato, e le banche non gli concedono prestiti.
Il figlio dell'imprenditore non studia, va alla scuola privata pagata da papà, si diploma recuperando magicamente in pochi mesi anni di scuola persi. Finita la scuola apre la sua attività con i soldi di papà.
Non è violenza questa?
L'imprenditore ha tutto quello che vuole: azienda in attivo, casa, villa in montagna, piscina, macchina di lusso, colf, e amante.
Ciò nonostante fa di tutto per dividere i dipendenti e sfruttarli il più possibile, lasciandoli a una vita precaria senza futuro, pretendendo il completo asservimento all'azienda senza guardare in faccia a malattie o bisogni familiari, cercando di racimolare fino all'ultimo centesimo.
Non è violenza questa?
L'imprenditore indagato corrompe il giudice, o porta avanti una causa, attraverso i suoi avvocati, per anni e anni, arrivando al massimo a scontare la sua pena a casa, comodamente rilassato a godersi il frutto dei suoi misfatti. Il pover'uomo che non ha soldi, rischia di finire 20 anni in galera senza appello se si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato, senza poter mai riavere quegli anni che gli vengono scippati ingiustamente.
Non è violenza questa?
L'imprenditore per risparmiare sugli ingredienti, confeziona prodotti alimentari tossici che provocano cancro e malattie nei consumatori, che gli danno soldi per essere inconsapevolmente avvelenati.
Non è violenza questa?
L'imprenditore che vuole speculare, incendia il bosco, compra il terreno a un prezzo stracciato e allungando una tangente al funzionario di turno rende edificabile il suo terreno. Costruisce e vende il suo prodotto a un operaio che si farà 20 anni di mutuo per poi scoprire che il terreno su cui si trova la sua casa non è stabile.
Non è violenza questa?
Sinceramente, non mi sembra che noi si viva in un regime pienamente democratico.
Se dovesse succedere qualche disgrazia a uno di questi signori, io non potrei, in coscienza, provare dispiacere.
Se il proprietario di una nota marca di abbigliamento viene ucciso da un rinoceronte ad un safari in Africa, la mia reazione non può che essere di sollievo.
Se la macchina del manager di una grossa multinazionale, che ha appena ridimensionato l'organico del 20% per aumentarsi lo stipendio del 50%, viene bruciata, perché dovrei dispiacermi?
Se un figlio di papà rischia di morire dopo una tirata di coca, io potrei dispiacermi... ma solo se rimane illeso.
Io sono contro la violenza, ma non solo la violenza sbandierata da chi è perbenista e ipocrita.

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