Innanzi tutto scusate se è un po' che non scrivo, ma la mia mogliettina mi ha regalato uno stupendo Galaxy Tab e quindi, da bravo Geek, ho passato 15 giorni, 24 ore su 24, a scoprire ogni sua minima funzione. Oggi ho deciso di riprendere un po' la mano a scrivere facendo una recensione del film "Manuale d'amore 3". L'ho visto domenica scorsa e devo ammettere di essere uscito dal cinema con la consapevolezza che forse avrei potuto utilizzare in maniera più oculata i miei soldi. In pratica non è piaciuto né a me né a nessuno dei miei compagni di comitiva.
Passiamo alla trama, che si divide in tre episodi, intervallati da monologhi di uno pseudo tassista-arciere-cicciobello che pensa di essere cupido e anche un attore, ma in realtà non è né l'uno né l'altro. Credo in effetti che sia stato sapientemente inserito all'inizio per farci capire, fin dal primo istante, che questo film è pieno di attori cani e ha una sceneggiatura che lascia a desiderare. Il primo episodio vede protagonisti Scamarcio e la Chiatti, che recitano il solito copione: lui sta per sposarsi ma cede alla donna dai facili costumi di turno. Che palle, aggiungerei. Già la sceneggiatura faceva schifo, poi loro due ci si sono messi d'impegno e hanno confezionato credo la loro peggior performance in carriera. Per farvi capire, stavo per mettermi a giocare col Galaxy Tab piuttosto che continuare a vedere il film.
La trama del secondo episodio è carina, e mette di fronte un conduttore televisivo e una ninfomane. Credo che sia il migliore dei tre episodi, e anche gli attori fanno una buona figura, nonostante Verdone si sia ormai appiattito sul solito personaggio trito e ritrito dell'ultra cinquantenne che snocciola nomi di medicine e malattie a ripetizione. Mi è piaciuta anche l'interpretazione di Donatella Finocchiaro, che non avevo mai visto prima, e che nonostante non sia una top model, ha saputo dare al suo personaggio molta carica erotica. L'episodio ha un finale che non è niente di che, ma inaspettatamente Verdone ricompare anche nel mezzo del terzo episodio con un divertentissimo secondo finale.
Veniamo appunto al terzo episodio, dove si giocano i pezzi da novanta. Partiamo dalla nota lieta: De Niro parla un italiano buonissimo, molto meglio della Bellucci che invece si limita a boccheggiare, mentre Placido si trova perfettamente a suo agio nel ruolo di portinaio pugliese grezzo e ossessionato dal sesso. La trama secondo me è del tutto inverosimile, non si capisce come mai una donna bellissima, formosa e relativamente giovane, si innamori di un professore dell'età di suo padre senza averci praticamente parlato. Forse per i soldi? Bo! Ho trovato poco felice anche la scelta di far sentire i pensieri dei personaggi protagonisti, e ovviamente quelli di De Niro sono in inglese con i sottotitoli. In generale l'episodio va avanti a macchiette e gli eventi vengono vistosamente forzati da una sceneggiatura superficiale.
Voto finale: 5
Lo consiglieresti? No

Appena ho letto il titolo del tuo post nel mio feed reader, ho messo mano sul mio fucile a pompa convinto di doverti sparare in testa per non far diffondere la sindrome.
RispondiEliminaE poi invece? :P
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