Un'ondata di speranza

Molti forse non lo sanno perchè le tv e i giornali non ne hanno parlato; molti forse lo sanno ma non hanno capito la portata dell'evento... sabato 5 Dicembre 2009 si è svolto a Roma il No Berlusconi Day, si è svolto a Roma come anche in moltissime altre città nel resto del MONDO. La manifestazione è ovviamente l'apice dello sdegno che ognuno di noi (persone utilizzatrici di cervello) prova ogni giorno a vivere in un Paese colmo di gente lobotomizzata, che ha perso l'uso abitudinario del Ragionamento, un Paese pieno di problemi, dei quali chi ci governa e chi ne è l'oppositore se ne frega sfacciatamente, utilizzando il potere per risolvere faccende personali, o per dispendiare aiutini in cambio di favori...questa è diventata la politica autoreferenziale di oggi...questa è, oggi, la politica italiana. E a capo di tutta la baracca non poteva che esserci un uomo degno dei SUOI sudditi, un uomo che si è fatto da solo con l'aiuto dei suoi più cari amici mafiosi, rendendoli poi eroi o poveri perseguitati, un uomo che ha mutato il pensiero degli italiani controllando la maggior parte dei mezzi d'informazione, un uomo che fa della cosa pubblica una cosa privata, un uomo che apre bocca e subito dopo smentisce le cazzate che è stato in grado di dire, un uomo che ha fatto del crimine e dell'illegalità una barzelletta...un uomo che è riuscito nel miglior modo a rendere effettivo ciò che era già nei piani p2uisti!
E' per tutti questi motivi che nasce il NoBDay, si dice da un gruppo di blogger, che poi hanno coinvolto associazioni, e che grazie a Facebook hanno raccolto 367.772 adesioni. Molti sono i dubbi che sono nati sul vero ideatore di questa idea, ma a me sinceramente non interessa...non interessa perchè onestamente se centinaia di migliaia di persone abbracciano un'idea e hanno il coraggio di sventolarla in piazza, è già tanto così. Molti sono anche i dubbi sul numero di persone che ieri si sono ritrovate a Roma per gridare BASTA: si passa dall'entusiasmante Milione annunciato dagli organizzatori ai 90mila della questura...ai 4 gatti di Fede. E' davvero importante quanti indignati fossero presenti?
Io a quella manifestazione sono andato, ci ho messo anima e corpo per organizzarla, incontrando persone fantastiche che mi hanno aiutato e coordinato, mi hanno arricchito con le loro riflessioni, i loro sorrisi, le loro speranze. Eravamo tanti, tanti cittadini liberi, un fiume in piena, non ho visto nè la testa nè la coda del corteo, sarebbe stato impossibile. Quando non riesci a partire con il corteo per più di un'ora; quando tutti ti superano e tu guardandoti dietro non vedi che persone; quando prima ancora di arrivare alla meta ti dicono "guardate che la piazza è già straripante"...quando accade tutto questo capisci che ti sei addentrato in un movimento, e che questo movimento non facilmente si spegnerà col tempo. Nemmeno le centinaia di bandiere bianche (idv) o rare (pd) o rosse (prc), lanciate a gratis da parassiti nel fiume, sono riuscite a nascondere il popolo dei viola, il popolo libero, il popolo che rinnega partiti e politici...per far valere i propri diritti. Piegato lo striscione entri finalmente in piazza e ad accoglierti ci sono le parole di Borsellino (Salvatore ovviamente perchè il fratello Paolo ce l'hanno già portato via), piene di rabbia contro uno stato mafioso. I brividi ti invadono il corpo, cerchi di gridare il più possibile perchè è l'unica arma che possiedi. Poi la stanchezza si inizia a sentire e inizi il ritorno verso il bus, un ritorno pieno di adrenalina ma anche di punti di domanda su cosa succederà domani.
Il domani ovviamente è come il passato, oscurato dall'omertà di tv e giornali...non puoi fare altro che continuare ad informare e smuovere le coscienze, ma con la consapevolezza che la diga ha una crepa, che pian piano riusciremo ad allargare, ognuno col suo contributo, e prima o poi il fiume troverà il suo vero spazio naturale.

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NoBDay: http://www.noberlusconiday.org
NoBDayBlog: http://noberlusconiday.wordpress.com
Gruppo Facebook: Una manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Brlusconi
Gruppo Facebook Bologna: No Berlusconi Day Bologna
La manifestazione si è svolta anche a:
Amsterdam, Atene, Barcellona, Berlino Brasile, Bratislava, Bruxelles, Budapest, Buenos Aires, Chicago, Coruna, Cracovia, Dakar, Danimarca, Dublino, Edimburgo, Ginevra, Grenoble, Helsinki, Lisbona, Londra, Madrid, Monaco, Montreal, Ney York, Parigi, Praga, Rabat, Sacramento, San Francisco, Santa Barbara, Sarajevo, Siviglia, Stoccolma, Sydney, Turchia, Vienna, Washington Dc.
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Tattica militare antica in pillole: 1- Strategia e Tattica

Chiariamo subito: questa non è una guida militare. Questi sono solo un po' di consigli sparsi che non possono essere utilizzati nient'altro che in un videogame di strategia di guerra antica. E questi "trucchi" sono comunque nozioni di base, che chiunque abbia un minimo di esperienza conosce già. Personalmente, la piccola conoscenza che ho nel settore mi deriva sia dalle letture (diari di Gaio Giulio Cesare, Senofonte, Sun Tzu, romanzi storici vari) sia dalle tante ore passate a giocare a videogame di questo tipo (a partire dal buon vecchio Age of Empires 2, per arrivare fino a Medieval e soprattutto Rome Total War) e, anche se molti di voi non ci crederanno, anche da un po' di pratica che ho fatto a Campo Martio.

Cominciamo con la domanda principale che mi ha arrovellato il cervello per tanto tempo: che differenza c'è tra tattica e strategia? Che significano queste due parole che si usano così spesso in questo ambito?

Diciamo che certe volte il confine è un po' sfumato, ma in generale la strategia riguarda il modo in cui si intende condurre la guerra, mentre la tattica riguarda le manovre e i trucchi di una singola battaglia o azione.
Parliamo per esempi: la strategia e la tattica di Alessandro Magno durante la guerra contro i Persiani.

Alessandro, una volta sbarcato in Asia, si rese conto di un problema: gli ateniesi. Aveva bisogno della loro flotta per assicurarsi rifornimenti dalla Macedonia e per proteggersi da eventuali sbarchi Persiani alle sue spalle. Ma la flotta ateniese era troppo costosa. Dunque Alessandro ha pensato di usare una strategia che potesse erodere il potere Persiano e allo stesso tempo permettergli di licenziare buona parte della flotta ateniese: invece di dirigersi col suo esercito nel cuore dell'Impero Persiano, si è dedicato alla conquista di tutte le città dell'impero che si affacciavano sul mediterraneo.

Ecco un esempio di tattica invece: un reparto di feroci e selvaggi germani si nasconde nella foresta ai due lati di un sentiero che di lì a poco verrà attraversato da una colonna di romani in marcia. Quando la retroguardia romana è sul sentiero, i feroci germani escono dai boschi e ne fanno polpette prima ancora che i romani possano infilarsi l'elmo in testa.

Sperando che la differenza ora vi sia più chiara, sarete ora in grado di capire di cosa parleremo in questi articoli: di tattica. Il motivo è semplice: nei videogame di solito la tattica è quella più realistica, mentre in ambito strategico avremo poco realismo o un percorso già obbligato.
Nella prossima puntata impareremo a conoscere i nostri eserciti.

Le 13 cose sbagliate de “Il 13° guerriero”

Oggi parliamo di niente popò di meno che… un film! Per la precisione “Il tredicesimo guerriero”.
Locandina del film Il film è la trasposizione cinematografica di un romanzo di Michael Crichton: Mangiatori di Morte. Nel cast troviamo gli attori di punta in Antonio Banderas e Omar Sharif. Economicamente parlando è stato un flop colossale, in quanto il budget per realizzarlo e pubblicizzarlo ha di gran lunga superato gli incassi. Ciò nonostante è un film che mi piace molto.
La trama in breve (che vi sconsiglio di leggere, come il resto del post, se volete vedere il film e godervi la suspense).
Antonio Banderas è un poeta arabo alla corte del califfo di Bagdad, e siccome non può smettere di essere Antonio Banderas, nel 922 d.c. viene esiliato come ambasciatore presso i popoli nordici perché ha sedotto una delle mogli di un tizio importante. Durante il viaggio si imbatte in una nave vichinga e viene aggregato a un gruppo di guerrieri  guidati dal capo Buliwyf, che devono sconfiggere un’antica minaccia in uno dei villaggi del nord. La minaccia si rivela essere un gruppo di uomini pre-homo-sapiens (nel libro vengono presentati come un gruppo di uomini di Neanderthal) che però si vestono come orsi, staccano le teste dei nemici e portano via i loro morti dal campo di battaglia: tutto questo conferisce loro un alone di mistero, tanto da essere visti dai vichinghi come veri e propri demoni dei tempi antichi, chiamati Wendol. Il nostro eroe arabo avrà una parte non di secondo piano in mezzo al gruppo di guerrieri che, ovviamente, sconfiggerà questa minaccia.
Il film, così come il libro, hanno come base due fonti diverse e distinte.
La prima è la legenda di Beowulf, il poema epico anglo-sassone. Nel film infatti troviamo l’eroe implacabile Buliwyf che deve affrontare da solo la madre dei mostruosi Wendol, così come Beowulf dovette affrontare da solo la madre del mostro Grendal. Anche alcuni nomi sono tratti da lì, seppure un po’ storpiati: Beowulf in Buliwyf, Hygelac in Hyglak, e se vogliamo essere generosi anche Grendal in Wendol.
La seconda fonte è proprio l’arabo: Ahmad ibn Fadlān ibn al-Abbās ibn Rašīd ibn Hammād. Questo tizio è esistito davvero. Effettuò veramente un viaggio documentato (ne troviamo alcuni passi qui), ma non si unì mai al gruppo di dodici guerrieri del film, né mise piede in Scandinavia. In realtà fu mandato in missione presso i Bulgari del Volga ed entrò in contatto con i vichinghi solo in seguito, quando si spinse fino al corso superiore del fiume Kama, dove incontrò mercanti Rus. Questi probabilmente erano i famosi Variaghi, i vichinghi che ridiscendendo il corso del Volga a volte arrivavano a spingersi fino alla corte di Costantinopoli (come ci insegna Rome Total War). Gli storici lo usano come principale fonte nel dibattito sull'origine del popolo russo.
Ora, capisco che il film non si propone come “storico”, ma certe cose vanno puntualizzate, altrimenti la gente (come ho già avuto modo di notare) comincia a credere che sia tutto vero. Ho raccolto quindi 13 errori e imprecisioni che mi hanno fatto un po’ storcere il naso durante il film. Perché 13? Perché era figo rapportato al titolo del film.

  1. L’attore protagonista dovrebbe essere un arabo, non Antonio Banderas, il più latino dei latini
  2. I vichinghi avevano notoriamente cavalli piccoli, inutili in guerra, che venivano usati più come bestie da soma; per cui la scena in cui essi prendono in giro il cavallo arabo non ha senso
  3. Il fatto che l’arabo beva l’idromele aggrappandosi a un cavillo della sua religione mi sembra una grande stronzata
  4. Anche il fatto che l’arabo alla fine reciti una preghiera vichinga mi sembra una stronzata, molto simile ai Russi che tifano per Rocky piuttosto che per Ivan Drago in Rocky 4
  5. In quella parte del mondo era più facile trovare qualcuno che parlasse greco piuttosto che latino, essendo una regione del mondo a influenza bizantina
  6. Dove li allevano centinaia di cavalli dei popoli che vivono esclusivamente nelle caverne? E chi ha imparato insegnato loro a cavalcare?
  7. Sì, sarebbe davvero bello stare per settimane ad ascoltare sconosciuti parlare una lingua straniera intorno a un fuoco, senza nessuno che ci spieghi nulla, e uscircene all’improvviso con una frasona ad effetto in perfetto accento vichingo, ma purtroppo non funziona così. Infatti, almeno nel libro, l’arabo continuerà a parlare latino per tutto il tempo con l’unico in grado di comprenderlo
  8. Che ci fanno delle armature spagnole del XV e XVI secolo addosso a guerrieri vichinghi del X secolo?
  9. Fico, i vichinghi parlano un perfetto svedese moderno!
  10. Ma all’arabo non gli è venuto nemmeno un misero raffreddore a ritrovarsi in quelle lande nordiche dal clima così diverso da Bagdad, coperto solo dei suoi miseri stracci adatti al deserto? A me sarebbe venuta almeno una broncopolmonite
  11. Ma l’adulterio a Bagdad era punito con la lapidazione o con la promozione ad ambasciatore? Edit: mi fanno sapere dalla regia che in caso di adulterio era solo la donzella a pagarne le conseguenze, questo mi lascia con il pressante problema di sviare la vostra attenzione dal fatto che ora ci sono solo 12 cose che non vanno nel 13° guerriero. Lo sapevate che il musicista Moby è nato proprio l'11 settembre a New York e ora non può festeggiare più un compleanno senza passare per complottista senza il senso della patria? (speriamo di avervi sviato abbastanza...)
  12. Ma se l’arabo era un poeta e non un guerriero, come mai non appena modifica la spada in una scimitarra, sa maneggiarla come il miglior spadaccino del mondo?
  13. Ma i Wendol, dopo aver fatto breccia nelle mura e aver causato perdite enormi trai nemici già decimati, perché si ritirano dopo che 2 cavalli su diverse centinaia vengono bloccati da 3 guerrieri improvvisatisi picchieri scozzesi del XV secolo (con un’inquietante somiglianza con la battaglia di Stirling di Braveheart)?
Insomma, alla fine, godetevi il film e non date retta a chi si fa tante pippe mentali come me.

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